Tecnologie a zero emissioni nette: l’UE chiarisce i criteri diversi dal prezzo nelle aste
La comunicazione (C/2026/4113) della Commissione, pubblicata nella GUUE Serie C del 29 luglio 2026, fornisce orientamenti sull’applicazione dell’articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1735, che istituisce il quadro europeo per le tecnologie a zero emissioni nette. La Commissione evidenzia il ruolo strategico dei criteri diversi dal prezzo nelle aste per le energie rinnovabili, fondamentali per stimolare competitività, innovazione, sicurezza dell’approvvigionamento e rafforzamento delle catene di valore europee. Gli orientamenti rispondono anche alle raccomandazioni della relazione Draghi, che sottolinea l’importanza di criteri qualitativi per resilienza e integrazione del sistema energetico. Dal 30 dicembre 2025 gli Stati membri devono includere tali criteri in almeno il 30% del volume annuo messo all’asta o in almeno 6 GW. La comunicazione chiarisce che si tratta di un documento non vincolante e non riguarda le aste svolte secondo la normativa sugli appalti pubblici, oggetto di orientamenti separati.
E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea Serie C del 29 luglio 2026, la comunicazione (C/2026/4113) della Commissione che indica gli orientamenti relativi all’articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1735 che istituisce un quadro di misure per rafforzare l’ecosistema europeo di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette e che modifica il regolamento (UE) 2018/1724.Nella comunicazione viene evidenziato che i criteri diversi dal prezzo nelle aste per la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili sono importanti per stimolare la competitività delle imprese e la produzione di tecnologie a zero emissioni nette nell’UE e per attirare ulteriori investimenti puliti in Europa. Il regolamento (UE) 2024/1735 che istituisce un quadro di misure per rafforzare l’ecosistema europeo di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette e che modifica il regolamento (UE) 2018/1724 (denominato «regolamento sull’industria a zero emissioni nette») stabilisce norme sui criteri diversi dal prezzo nelle aste che definiscono un nuovo modello per le aste per le energie rinnovabili nell’UE. Tale modello considera i benefici sociali più ampi che si ottengono andando al di là del prezzo nella valutazione delle offerte, tra cui la sicurezza dell’approvvigionamento, la protezione dell’ambiente e una catena di approvvigionamento più forte.La relazione Draghi sottolinea l’importanza di criteri diversi dal prezzo per migliorare l’integrazione del sistema, promuovere l’innovazione e incentivare la resilienza, tra gli altri obiettivi. La relazione afferma inoltre che gli orientamenti della Commissione saranno importanti per sostenere gli Stati membri nella chiara definizione e applicazione dei criteri. La presente comunicazione risponde direttamente a tali ambizioni, favorendo la comprensione dei criteri diversi dal prezzo di cui all’articolo 26 del regolamento sull’industria a zero emissioni nette e fornendo indicazioni pratiche per facilitarne l’applicazione coerente ed efficace in tutta l’UE.Le aste per le energie rinnovabili («aste») sono un meccanismo per le procedure di gara a sostegno della produzione o del consumo di energia da fonti rinnovabili. L’aumento della quota di energia generata a partire da fonti rinnovabili è stato notevolmente agevolato dalle aste organizzate dagli Stati membri. Tali aste possono implicare aiuti di Stato e prevedere l’aggiudicazione a uno sviluppatore dei diritti per sviluppare un progetto in un luogo specifico o di un sostegno pubblico per la realizzazione di progetti in materia di energie rinnovabili, o entrambe le cose. Le aste consentono agli Stati membri di stabilire il livello di sostegno finanziario da destinare alle tecnologie delle energie rinnovabili con modalità concorrenziali e sono fondamentali anche per ottimizzare il livello di sostegno pubblico. Pertanto contribuiscono in modo significativo ad accelerare la transizione dai combustibili fossili alle fonti energetiche rinnovabili nell’UE. Includendo criteri diversi dal prezzo nella progettazione delle aste, gli Stati membri possono promuovere obiettivi strategici diversi e dare il giusto riconoscimento ai progetti che si distinguono sulla base di criteri di qualità diversi dal prezzo.L’articolo 26 del regolamento sull’industria a zero emissioni nette impone agli Stati membri di includere determinati criteri diversi dal prezzo in almeno il 30 % del volume messo all’asta annualmente o, in alternativa, in almeno 6 gigawatt all’anno per Stato membro nelle aste per la diffusione dell’energia da fonti rinnovabili. Questa disposizione si applica dal 30 dicembre 2025.Il regolamento di esecuzione (UE) 2025/1176 della Commissione, del 23 maggio 2025, che specifica i criteri di preselezione e aggiudicazione delle aste per la diffusione dell’energia da fonti rinnovabili («regolamento di esecuzione») specifica ulteriormente i criteri diversi dal prezzo di cui all’articolo 26 del regolamento sull’industria a zero emissioni nette, ne facilita l’elaborazione e l’applicazione e garantisce l’uniformità in tutta l’Unione, offrendo nel contempo sufficiente flessibilità agli Stati membri.La comunicazione pubblicata è intesa unicamente come documento di orientamento allo scopo di sostenere gli Stati membri nell’attuazione dell’articolo 26 del regolamento sull’industria a zero emissioni nette. Soltanto gli atti legislativi dell’UE hanno efficacia giuridica. Solo la Corte di giustizia dell’Unione europea è competente a interpretare il regolamento con efficacia definitiva.Inoltre essa non riguarda le aste per la diffusione dell’energia da fonti rinnovabili effettuate conformemente alla legislazione dell’UE in materia di appalti pubblici e altre forme di intervento pubblico. Tali argomenti sono trattati in comunicazioni distinte della Commissione, che contengono rispettivamente gli orientamenti relativi all’articolo 25 e all’articolo 28 del regolamento sull’industria a zero emissioni nette.Copyright © - Riproduzione riservata
Commissione Europea, comunicazione (C/2026/4113) (Gazzetta Ufficiale UE 29/07/2026, Serie C)
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