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Indicazioni geografiche artigianali e industriali: nuove regole UE

Il regolamento UE 2025/1956, pubblicato nella GUUE serie L del 28 novembre 2025, definisce le modalità operative per la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti artigianali e industriali: procedure uniformi, sistema digitale, regole per singoli produttori, opposizioni, uso del simbolo UE e tasse standardizzate. Obiettivo: trasparenza e tutela delle produzioni locali, con impatti pratici su disciplinari, etichettatura e gestione delle pratiche. Cosa cambia per le imprese?

Con il regolamento di esecuzione (UE) 2025/1956, la Commissione UE definisce le modalità operative per applicare il regolamento (UE) 2023/2411 sulla protezione delle indicazioni geografiche (IG) per prodotti artigianali e industriali. L’obiettivo è garantire trasparenza, uniformità e tracciabilità in un settore strategico per la valorizzazione delle produzioni locali.

Il regolamento (UE) 2023/2411 aveva introdotto un sistema unitario di tutela delle IG per prodotti non alimentari, ma mancavano regole dettagliate sulle procedure di registrazione, opposizione e gestione delle modifiche. Questa lacuna rischiava di creare incertezze operative per produttori e autorità nazionali.

- Al via l’indicazione geografica per i prodotti artigianali e industriali

- Approvata la legge di delegazione europea 2024

Quali sono le novità introdotte

Il regolamento 2025/1956 stabilisce:

- procedure standardizzate per la domanda di registrazione, con obbligo di documentazione completa e prova del legame geografico;

- sistema digitale unico per presentare domande, opposizioni e modifiche, accessibile a Stati membri, Commissione e richiedenti;

- regole per singoli produttori, che potranno registrare IG se dimostrano condizioni specifiche;

- opposizioni e mediazione: viene introdotta la possibilità di risoluzione alternativa delle controversie;

- uso del simbolo UE e abbreviazione “IGP” per comunicare la protezione al consumatore;

- tasse uniformi per registrazioni, modifiche e cancellazioni (da 630 a 1.500 euro);

- supporto alle PMI: viene previsto un meccanismo di riduzione delle tasse per microimprese e piccole imprese.

Cosa cambia per le imprese

Per i produttori e le associazioni di categoria, le nuove regole comportano una serie di adempimenti operativi:

- adeguamento dei disciplinari: occorre inserire procedure chiare per la tracciabilità del prodotto, delle materie prime e delle fasi di lavorazione, con prove documentali dell’origine geografica;

- gestione digitale delle pratiche: tutte le domande, opposizioni e comunicazioni devono essere presentate tramite il sistema elettronico dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO). È essenziale familiarizzare con il portale e predisporre i documenti nei formati richiesti;

- controllo delle scadenze: il mancato rispetto dei termini per rettifiche, opposizioni o modifiche può comportare il rigetto della domanda o la perdita della protezione;

- etichettatura conforme: l’uso del simbolo UE e dell’indicazione “IGP” è consentito solo dopo la registrazione ufficiale e deve essere accompagnato dal nome protetto;

- valutazione dei costi: le imprese devono considerare le tasse previste per ogni fase (registrazione, modifica, cancellazione) e verificare eventuali agevolazioni per PMI.

- gestione delle controversie: in caso di opposizione, è possibile ricorrere alla mediazione per ridurre tempi e costi del contenzioso.

Il mancato rispetto delle nuove disposizioni può comportare la perdita della protezione IG, l’impossibilità di utilizzare il nome registrato e l’applicazione di sanzioni.

Copyright © - Riproduzione riservata

Regolamento di esecuzione UE 29/09/2025, n. 2025/1956, GUUE L 28/11/2025

Per approfondire questo argomento leggi anche: Regole UE per IGP artigianali e industriali: le novità per le imprese Gerardo Urti

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/11/28/indicazioni-geografiche-artigianali-industriali-nuove-regole-ue

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