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Premi e welfare: indicazioni su contribuzione e tassazione

Alla luce degli interventi normativi che si sono succeduti negli ultimi anni, con la circolare n. 49 del 2023 l’INPS recepisce l’ampliamento del le misure volte a favorire l’erogazione di interventi di welfare aziendale a favore dei lavoratori subordinati. L’Istituto fornisce una visione organica degli interventi sin qui succedutisi, effettuando una ricognizione del relativo quadro normativo e delle interazioni con il trattamento contributivo dei premi d risultato trasformati in misure di welfare.

Nella circolare n. 49 del 31 maggio 2023, l’INPS torna ad occuparsi di premi di risultato e welfare aziendale. La tipologia della fonte delle misure di welfare aziendale, unilaterale o collettiva, si riflette sul regime fiscale dei costi sostenuti dal datore di lavoro per tali finalità. Infatti, se le opere e i servizi siano offerti in base a contrattazione collettiva di primo o di secondo livello è consentita l’integrale deducibilità dei costi per il datore di lavoro. L’esenzione si realizza sempreché i contributi e i premi siano destinati all’erogazione di prestazioni in favore del dipendente e non anche dei suoi familiari. Regime previdenziale I contributi e le somme a carico del datore di lavoro versate a casse, fondi, gestioni previste da contratti collettivi o da accordi o regolamenti aziendali al fine di erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali sono assoggettati al contributo di solidarietà del 10% per la quota a carico del datore di lavoro. Titoli di legittimazione L’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale”. Essi non possono essere utilizzati da persona diversa dal titolare, non possono essere monetizzati o ceduti a terzi e devono dare diritto a un solo bene, prestazione, opera o servizio per l’intero valore nominale senza integrazioni a carico del titolare. Tali beni e servizi, tuttavia, possono essere indicati cumulativamente in un unico titolo purché il valore complessivo non ecceda il limite di 258,23 euro. Premi di risultato e welfare Accanto alla possibilità di avvalersi della tassazione sostitutiva, in luogo di quella ordinaria, viene attribuita al dipendente un’ulteriore facoltà di scelta in relazione ai premi di risultato, relativa alla possibilità di ottenere il premio in denaro o in natura, senza imposizione fiscale e contributiva, nei limiti previsti dalle norme. Le predette somme agevolate potranno essere sostituite da uno o più servizi esenti da contribuzione previdenziale sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Premi di risultato sostituiti con welfare aziendale Non sono soggetti all’imposta sostitutiva, se fruiti in sostituzione dei premi di risultato: a) i contributi alle forme pensionistiche complementari, anche se versati in eccedenza, rispetto ai relativi limiti di deducibilità (ai fini fiscali) dal reddito da lavoro dipendente (tali contributi eccedenti, inoltre, non concorrono a formare la parte imponibile della prestazione complementare, in deroga alle norme generali ivi richiamate); b) i contributi di assistenza sanitaria c) il valore di azioni offerte alla generalità dei dipendenti, anche se ricevute per un import complessivo superiore a 2.065,83 euro dal reddito da lavoro dipendente. A cura della redazione Copyright © - Riproduzione riservata

INPS, circolare 31/05/2023,n. 49

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2023/06/01/premi-welfare-indicazioni-contribuzione-tassazione

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