Riforma degli ordinamenti professionali, ProfessionItaliane: coordinare competenze e tutele
ProfessionItaliane esprime una valutazione favorevole sul disegno di legge delega A.C. 3068 per la riforma degli ordinamenti professionali e propone alcuni interventi in vista della fase attuativa. Nel documento presentato alla Commissione Giustizia della Camera, l’organismo che riunisce RPT e CUP richiama, in particolare, la necessità di preservare le competenze attualmente attribuite alle singole professioni e di assicurare il coordinamento tra i diversi interventi di riforma. Tra le proposte figurano il rafforzamento dell’equo compenso e della formazione continua, interventi su società tra professionisti e responsabilità professionale, maggiori tutele per i professionisti e l’istituzione di una cabina di regia tra Ministeri e Consigli nazionali.
ProfessionItaliane promuove l’impianto della riforma degli ordinamenti professionali, ma chiede particolare attenzione alla definizione delle competenze e al coordinamento tra i diversi provvedimenti che interessano le professioni regolamentate. È quanto emerge dal documento presentato il 30 settembre 2026 alla Commissione Giustizia della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega A.C. 3068.L’organismo, che riunisce la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) e il Comitato Unitario delle Professioni (CUP), considera condivisibili i contenuti del provvedimento, evidenziando come la riforma possa rafforzare il ruolo degli Ordini e la qualità delle prestazioni professionali. Al tempo stesso, individua una serie di aspetti sui quali intervenire in sede di attuazione. Un punto centrale riguarda la perimetrazione delle competenze professionali. ProfessionItaliane richiama il rischio che i diversi disegni di legge di riforma possano produrre disposizioni non coordinate e sovrapposizioni tra gli ambiti di attività delle categorie. La richiesta è quindi di assumere come riferimento l’attuale assetto normativo, mantenendo invariate le competenze già attribuite alle singole professioni e assicurandone la coerenza con i relativi percorsi formativi, dal titolo di studio al tirocinio e all’esame di abilitazione.Sul fronte della formazione continua, il documento sottolinea il ruolo dei Consigli nazionali nella definizione di requisiti qualitativi omogenei per enti formatori e docenti e nella disciplina degli obblighi formativi. Giudizio positivo anche sull’ampliamento dell’equo compenso, rispetto al quale viene chiesto un intervento più incisivo del Governo per la definizione e l’aggiornamento dei parametri, oltre all’adeguamento dei compensi spettanti a periti e consulenti tecnici d’ufficio. Tra gli altri temi affrontati figurano la tutela del titolo professionale e il contrasto all’esercizio abusivo, la disciplina dei consigli territoriali di disciplina e le società tra professionisti (STP). Per queste ultime viene segnalata la penalizzazione derivante dall’attuale regime fiscale e proposta l'applicazione dello stesso regime previsto per i soci professionisti.ProfessionItaliane propone inoltre di ampliare le tutele previste in caso di maternità, malattia e infortunio, includendo anche i lutti familiari, e di precisare il perimetro della responsabilità civile del professionista. In materia di prescrizione dell’azione di responsabilità professionale, il documento chiede di recepire il principio dell’articolo 8 della legge n. 49/2023, facendo decorrere il termine dal compimento della prestazione. Infine, per evitare sovrapposizioni e criticità nella fase attuativa dei diversi provvedimenti di riforma, viene proposta una cabina di regia tra i Ministeri interessati – Giustizia, Lavoro, Salute e Imprese e Made in Italy – e i Consigli nazionali delle professioni.Copyright © - Riproduzione riservata
Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium 1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese) Acquista Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi Acquista Sei già abbonato ? Accedi
Google Chrome
Mozilla Firefox
Microsoft Edge
Safari