Calabria, corre il lavoro autonomo: occupati indipendenti in crescita del 21,7%
Il mercato del lavoro calabrese mostra segnali di rafforzamento. Tra il 2022 e il primo semestre 2026 gli occupati sono aumentati dell’8,9%, passando da 523 mila a 570 mila, ma a trainare la trasformazione è soprattutto il lavoro autonomo, cresciuto del 21,7%. Aumentano anche le partite IVA e si consolida il lavoro dipendente stabile, mentre diminuiscono i contratti a termine. Segnali positivi arrivano inoltre dai giovani, con la riduzione dei NEET e l'aumento dei rientri dall'estero, e dall'occupazione femminile, cresciuta del 6% nel primo semestre 2026. Restano, tuttavia, significativi i divari rispetto al resto del Paese.
Il mercato del lavoro calabrese accelera, con il lavoro autonomo protagonista della crescita. Tra il 2022 e il primo semestre del 2026 il numero complessivo degli occupati è passato da 523 mila a 570 mila, con un incremento dell’8,9%, superiore sia a quello registrato nel Mezzogiorno (+8,3%) sia alla media nazionale (+5,6%). Nel solo primo semestre del 2026 la crescita è stata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.È il quadro che emerge dal rapporto “Il mercato del lavoro in Calabria: numeri e tendenze”, realizzato dall’Ufficio Studi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Istat e presentato in occasione della Convention Nazionale dei Consulenti del Lavoro a Reggio Calabria.Il boom del lavoro autonomoTra il 2022 e il primo semestre 2026 gli autonomi sono passati da 122 mila a 148 mila, registrando un incremento del 21,7%. Particolarmente intenso il balzo dell’ultimo anno, pari al 14,1%, anche se Fondazione Studi sottolinea come il dato, riferito al primo semestre, dovrà trovare conferma nella seconda parte dell’anno.Parallelamente è aumentato il peso dell’occupazione indipendente sul totale: dal 23,3% del 2022 al 26% del 2026, percentuale superiore al 24,2% del Mezzogiorno e anche alla media nazionale.Nel 2025 le aperture in Calabria sono aumentate del 6,8% rispetto all’anno precedente, contro una crescita nazionale dello 0,4%. Complessivamente sono state registrate 13.908 nuove aperture.Il fenomeno non interessa soltanto le attività tradizionalmente associate all'autoimpiego. Se commercio, agricoltura e artigianato continuano a rappresentare una quota importante, cresce anche il peso delle attività a maggiore contenuto professionale: il 13,8% delle nuove partite IVA riguarda attività professionali, scientifiche e tecniche, mentre il 10,8% interessa sanità e assistenza sociale.Più lavoro stabile e meno contratti a termineTra il 2022 e il 2025 i rapporti a tempo indeterminato sono aumentati del 14,5%, passando da 293 mila a 335 mila, mentre quelli a tempo determinato sono diminuiti del 20,7%, da 105 mila a 84 mila.Di conseguenza, l'incidenza del lavoro a termine sul totale dell'occupazione dipendente è scesa dal 26,5% al 20%. Il dato resta comunque superiore sia alla media nazionale, pari al 13,5%, sia, seppure di poco, a quella del Mezzogiorno, pari al 19,1%.Dal punto di vista settoriale, oltre l'80% dell'aumento complessivo dell'occupazione è riconducibile ai servizi. Tra il 2022 e il 2026 commercio, alberghi e ristorazione registrano un incremento del 12,6%, mentre l'industria al netto delle costruzioni cresce del 17,7%. In controtendenza le costruzioni, che dopo la fase espansiva legata anche al Superbonus e agli investimenti PNRR segnano una riduzione degli occupati del 4,2%.Giovani: diminuiscono i NEET, crescono i rientriTra i 15 e i 34 anni, la quota di NEET è scesa dal 32% del 2022 al 24,3% del 2025. Nella fascia 25-34 anni il tasso di occupazione è salito, nello stesso periodo, dal 44,2% al 49,2%.Le partenze continuano a superare nettamente i ritorni, ma aumenta il numero dei giovani che rientrano in Calabria. Nel quinquennio 2021-2025 sono rientrati 20.329 giovani, contro 18.662 nel quinquennio 2016-2020, con un incremento dell’8,9%. Particolarmente significativo il dato dei rientri dall'estero, aumentati del 37,5%.Non si tratta ancora di un'inversione dei flussi migratori: tra il 2021 e il 2025, a fronte di circa 57 mila partenze, i rientri sono stati poco più di 20 mila, lasciando una perdita netta prossima alle 37 mila unità.Occupazione femminile in crescitaNei primi sei mesi del 2026 le donne occupate in Calabria sono aumentate del 6% rispetto al 2025, una crescita sensibilmente superiore a quella del Mezzogiorno (+1,6%) e dell'Italia (+1%).Rispetto al 2022, l'incremento raggiunge l'11,8%: le occupate sono passate da 193 mila a 216 mila. Il tasso di occupazione femminile è salito dal 31,9% del secondo trimestre 2022 al 36,1% del secondo trimestre 2026. Fondazione Studi invita tuttavia alla prudenza: l'accelerazione registrata nei primi sei mesi dell'anno dovrà essere confermata dai dati dell'intero 2026 e permane un livello elevato di inattività femminile.Crescita sostenuta, ma resta il divario con il PaeseNel secondo trimestre 2026 il tasso di occupazione calabrese raggiunge il 47,5%, ma rimane inferiore di circa 16 punti percentuali alla media nazionale e di 3,6 punti a quella del Mezzogiorno. Calabria e Campania continuano così a presentare i livelli di occupazione più bassi del Paese.Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è sceso dal 13% del secondo trimestre 2022 al 9,9% nel secondo trimestre 2026, mentre nell'arco degli ultimi cinque anni gli inattivi sono diminuiti del 5,4%.Il quadro che emerge è quindi quello di un mercato regionale in trasformazione: cresce l'occupazione, decolla il lavoro autonomo, aumenta la componente stabile del lavoro dipendente e arrivano segnali positivi da giovani e donne. La verifica decisiva riguarderà ora la capacità di rendere strutturali queste dinamiche e, soprattutto, di tradurle in una progressiva riduzione del divario occupazionale che ancora separa la Calabria dal resto del Paese.Copyright © - Riproduzione riservata
Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, rapporto “Il mercato del lavoro in Calabria: numeri e tendenze”, 24/09/2026
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