Lavoro su piattaforme digitali: Confprofessioni chiede più tutele
In audizione a Montecitorio, il delegato al Lavoro di Confprofessioni, Dario Montanaro, ha chiesto tutele mirate per salvaguardare l’autonomia intellettuale e le regole deontologiche dei professionisti dai rischi degli algoritmi
Lo schema di decreto per il recepimento della direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme digitali rappresenta un passo importante per rafforzare trasparenza e tutele, ma è necessario adattare la nuova disciplina alle specificità delle libere professioni. Lo ha dichiarato Dario Montanaro, delegato al Lavoro di Confprofessioni, nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavoro della Camera dei deputati.Per Confprofessioni, il decreto dovrebbe prevedere disposizioni poste a salvaguardia dell’autonomia tecnica, intellettuale e deontologica del professionista, evitando che le piattaforme e i sistemi automatizzati possano condizionarne modalità di esecuzione, accesso alla clientela e condizioni economiche. «La digitalizzazione può ampliare le opportunità professionali, ma non può comprimere gli spazi decisionali del professionista né eludere le regole deontologiche», sottolinea Montanaro.Centrale anche la tutela della personalità della prestazione e delle qualifiche professionali. Il rapporto con il professionista è fondato sulla fiducia e non può essere assimilato a un servizio indistinto e fungibile. Per questo, Confprofessioni chiede che le piattaforme rendano sempre conoscibile l’identità di chi eseguirà l’incarico, vietino sostituzioni automatiche senza consenso e verifichino preventivamente e periodicamente titoli, abilitazioni e iscrizione agli Albi. «La neutralità della tecnologia non deve mai trasformarsi in uno strumento per eludere i limiti posti dalla legge a tutela dei cittadini», afferma Montanaro.La Confederazione chiede quindi una disciplina specifica per le prestazioni libero-professionali intermediate dalle piattaforme, che tenga insieme innovazione tecnologica, autonomia professionale, personalità della prestazione, qualifiche e deontologia. Sul versante degli studi professionali, infine, Montanaro richiama la necessità di «proporzionalità per le realtà minori», attraverso procedure semplificate e misure di accompagnamento che valorizzino contrattazione collettiva, bilateralità e fondi interprofessionali.Copyright © - Riproduzione riservata
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