Mobilità dei lavoratori nell’UE: più tutele, meno burocrazia e documenti digitali
La Commissione europea interviene sulla mobilità professionale con un nuovo pacchetto di misure destinato a rendere più semplice lavorare e assumere oltre confine. Tessera europea di sicurezza sociale, digitalizzazione del modello A1, maggiore portabilità e riconoscimento delle qualifiche professionali e rafforzamento dell’Autorità europea del lavoro sono i principali tasselli della riforma. L’obiettivo è duplice: facilitare la mobilità di lavoratori e competenze nel mercato unico e, contemporaneamente, rendere più efficaci controlli e contrasto agli abusi.
Lavorare in un altro Paese dell’Unione europea dovrebbe diventare più semplice. E, per le imprese, gestire lavoratori e servizi oltre confine dovrebbe comportare meno adempimenti e maggiore certezza.È questa la direzione del nuovo pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori presentato dalla Commissione europea, che mette insieme cinque proposte legislative destinate a intervenire su alcuni degli ostacoli che ancora limitano la piena mobilità del lavoro all’interno del mercato unico.Uno degli interventi più significativi riguarda la tessera europea di sicurezza sociale (ESSPASS) per consentire ai cittadini di richiedere e ricevere online i documenti relativi alla sicurezza sociale e di conservarli nel portafoglio europeo di identità digitale. Tra questi assume particolare rilevanza per le aziende il documento portatile A1, utilizzato per attestare la legislazione previdenziale applicabile, ad esempio, in occasione del distacco di un lavoratore in un altro Stato membro.Portabilità competenze e qualificheUn secondo pilastro riguarda infatti la portabilità delle competenze e delle qualifiche professionali. Le qualifiche dovrebbero essere rilasciate in un formato digitale standardizzato e rese disponibili attraverso il portafoglio di identità digitale dell’UE, facilitandone la verifica da parte dei datori di lavoro. La Commissione propone inoltre uno strumento europeo che permetta di confrontare le qualifiche conseguite nei diversi Stati membri, insieme alla revisione delle procedure per il riconoscimento delle professioni regolamentate.Per professionisti come medici, infermieri, ingegneri e insegnanti, la procedura digitale obbligatoria dovrebbe ridurre sensibilmente i tempi di riconoscimento transfrontaliero: secondo quanto indicato dalla Commissione, si dovrebbe passare dagli attuali tre mesi a circa cinque settimane.Particolare attenzione viene riservata anche alle qualifiche conseguite al di fuori dell’Unione europea, tema sempre più rilevante per le aziende che devono reperire professionalità difficili da trovare sul mercato interno.Il pacchetto prevede inoltre un rafforzamento dell’Autorità europea del lavoro (ELA) esteso al contrasto degli abusi riguardanti i cittadini di Paesi terzi che lavorano nell’Unione e al lavoro illegale.Copyright © - Riproduzione riservata
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