Riforma dello sport: CNDCEC e CONI presentano le proposte operative per semplificazione e sostenibilità organizzativa
Il CNDCEC informa che il 14 luglio 2026 è stata presentata la relazione conclusiva della Commissione Paritetica istituita per approfondire le principali questioni applicative della riforma dello sport, con particolare riferimento ai modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva, ai codici di condotta e al sistema di safeguarding. La relazione illustra esiti e proposte operative frutto di un confronto multidisciplinare, orientato a coniugare tutela, semplificazione e sostenibilità organizzativa. Tra i temi affrontati figurano la differenziazione dei modelli in base alle caratteristiche degli enti sportivi, la predisposizione di schemi semplificati per realtà di minori dimensioni, la definizione delle competenze delle figure di safeguarding e l’introduzione di percorsi formativi qualificati. Particolare attenzione è dedicata alle esigenze delle associazioni e società sportive dilettantistiche, con l’obiettivo di rendere gli adempimenti proporzionati ai rischi e alle dimensioni. L’iniziativa conferma il valore della collaborazione istituzionale nel promuovere governance efficace e tutela delle persone.
Con un comunicato stampa il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) informa che si è svolta il 14 luglio 2026, presso il Salone d'Onore del CONI, la presentazione della relazione conclusiva della Commissione Paritetica CONI –CNDCEC, istituita per approfondire le principali questioni applicative della riforma dello sport con particolare riferimento ai modelli organizzativi e di controllo dell'attività sportiva (MOCAS), ai codici di condotta e al sistema di safeguarding.Nel corso dell'incontro sono stati illustrati gli esiti del lavoro sviluppato dalla Commissione, frutto di un confronto multidisciplinare tra rappresentanti del mondo sportivo e professionisti dell'area economico-giuridica, con l'obiettivo di individuare proposte operative in grado di coniugare efficacia delle tutele, semplificazione amministrativa e sostenibilità organizzativa.Tra i principali temi affrontati figurano:- la differenziazione dei modelli organizzativi in funzione delle caratteristiche degli enti sportivi,- la predisposizione di schemi semplificati per le associazioni e società sportive dilettantistiche di minori dimensioni,- la definizione delle competenze delle figure di safeguarding,- l'introduzione di percorsi qualificati di formazione.Particolare attenzione è stata dedicata alle esigenze delle ASD (Associazioni Sportive dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche), che rappresentano il tessuto portante dello sport italiano, con proposte finalizzate a rendere gli adempimenti maggiormente proporzionati alle dimensioni e ai livelli di rischio delle singole realtà sportive, favorendo così un'applicazione concreta ed efficace delle nuove disposizioni.Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha affermato: "Safeguarding? La situazione nel mondo sportivo italiano è eterogenea e ogni valutazione deve partire da questo presupposto. Dobbiamo consolidare il processo culturale senza irrigidirci sulle regole. Ho chiesto al Ministro Abodi di riconoscere formalmente al CONI il ruolo di attore principale di tutte le attività di safeguarding. L’argomento merita interesse, dobbiamo perseguirlo con convinzione e con gli strumenti più efficaci".Per il Consigliere nazionale e tesoriere dei commercialisti, delegato al terzo settore, David Moro, "la qualità della regolazione si misura anche dalla sua concreta applicabilità. Per questo il contributo del Consiglio Nazionale è stato orientato a individuare soluzioni che consentano agli enti sportivi, soprattutto quelli di minori dimensioni, di coniugare il pieno rispetto delle nuove regole con una gestione organizzativa sostenibile. La collaborazione con il CONI conferma il ruolo dei Commercialisti quali interlocutori qualificati nell'accompagnare i processi di innovazione, trasparenza e buona governance del sistema sportivo."Il Consigliere nazionale dei Commercialisti delegato alla compliance e modelli organizzativi delle imprese, Fabrizio Escheri ha dichiarato che “Il lavoro della Commissione è stato orientato a tradurre i principi della riforma in strumenti concretamente applicabili, attraverso modelli organizzativi proporzionati alla dimensione e al profilo di rischio degli enti sportivi, anche tenendo presenti le necessarie intersezioni con il sistema previsto dal D.lgs. 231/2001".Maurizio Masini, presidente della Fondazione nazionale dei commercialisti “Formazione” afferma che “il lavoro prodotto dalla commissione congiunta CONI - CNDCEC ci coinvolge direttamente, dal momento che la formazione avrà un ruolo centrale nell’approfondimento di queste tematiche. Su questo fronte forniremo dunque il nostro contributo”.Nel corso della presentazione è stato inoltre evidenziato come le proposte formulate dalla Commissione costituiscano una base di lavoro per il futuro sviluppo del sistema sportivo nazionale, favorendo una sempre maggiore integrazione tra competenze giuridiche, economiche e organizzative.L'iniziativa conferma il valore della collaborazione istituzionale tra CONI e CNDCEC nel promuovere modelli di governance sempre più efficaci, proporzionati e orientati alla tutela delle persone, alla trasparenza e alla crescita del movimento sportivo italiano.Copyright © - Riproduzione riservata
CNDCEC – CONI, Relazione riepilogativa dei lavori svolti, giugno 2026
Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium 1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese) Acquista Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi Acquista Sei già abbonato ? Accedi
Google Chrome
Mozilla Firefox
Microsoft Edge
Safari