Dati antidoping e privacy: quando la Corte UE ammette la pubblicazione online dei nomi degli atleti
Con la sentenza 14 luglio 2026, causa C‑474/24, la Corte di giustizia UE ha stabilito che la pubblicazione online del nome degli atleti professionisti che hanno violato le norme antidoping può essere compatibile con il diritto dell’Unione, purché sia preceduta da un bilanciamento degli interessi e rispetti il principio di proporzionalità. La Corte chiarisce che tali informazioni non costituiscono, di regola, dati relativi alla salute né dati personali relativi a condanne penali e reati, salvo casi particolari. La pubblicazione delle squalifiche è considerata idonea a perseguire l’obiettivo di interesse generale della lotta al doping, contribuendo a prevenzione, deterrenza e trasparenza verso soggetti terzi come datori di lavoro e sponsor. Tuttavia, l’ente che pubblica deve valutare caso per caso la necessità della diffusione e l’atleta interessato deve poter presentare un reclamo preventivo all'autorità per la protezione dei dati competente qualora vi siano indizi concreti che una pubblicazione che lo riguarda è imminente o avverrà in un prossimo futuro.
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