Previdenza complementare: COVIP definisce le regole per le adesioni automatiche
Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore i nuovi criteri per la gestione delle adesioni automatiche ai fondi pensione. Addio al comparto garantito come destinazione standard: le risorse saranno investite secondo percorsi "life cycle" calibrati sull'età e sull'orizzonte pensionistico dell'aderente.
Un nuovo passo verso una gestione più moderna e personalizzata degli investimenti. Con la delibera del 23 giugno 2026, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) ha definito le istruzioni operative che disciplinano i criteri minimi per l'investimento delle risorse derivanti dalle adesioni automatiche ai fondi pensione, introdotte dalla riforma della previdenza complementare prevista dalla Legge n. 199/2025.Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1° luglio 2026 e accompagneranno il debutto del meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione. La novità principale riguarda proprio la gestione finanziaria delle somme versate: i contributi e il TFR conferiti automaticamente non saranno più destinati in via standard ai comparti garantiti, ma verranno investiti attraverso percorsi personalizzati che terranno conto dell'età anagrafica e dell'orizzonte temporale che separa il lavoratore dal pensionamento.Il nuovo modello si basa sulla logica del cosiddetto "life cycle", un sistema che prevede una progressiva riduzione del rischio finanziario man mano che il lavoratore si avvicina alla pensione. In concreto, gli aderenti più giovani potranno beneficiare di una maggiore esposizione agli investimenti azionari, con rendimenti attesi più elevati nel lungo periodo, mentre per chi si trova vicino al pensionamento sarà progressivamente ridotta la componente più rischiosa del portafoglio al fine di preservare il capitale accumulato.Percorsi di investimentoLe istruzioni COVIP stabiliscono infatti che nella fase iniziale del percorso previdenziale la quota investita in titoli di capitale non possa essere inferiore al 50% della posizione individuale, mentre nella fase finale, a ridosso del pensionamento, tale quota dovrà scendere sotto il 20%. Tra queste due fasi si svilupperà un percorso graduale e automatico di riduzione del rischio, definito "glide path", costruito in funzione dell'età e delle esigenze previdenziali dell'iscritto.La riforma riguarda sia i lavoratori assunti per la prima volta dal 1° luglio 2026 sia coloro che, pur avendo già una posizione previdenziale complementare aperta, inizieranno un nuovo rapporto di lavoro senza esprimere una scelta sulla destinazione del TFR.Le nuove regole puntano a rafforzare l'efficacia della previdenza complementare, migliorando la coerenza tra strategie di investimento e profilo degli aderenti. L'obiettivo è favorire rendimenti potenzialmente più elevati per i lavoratori più giovani e, allo stesso tempo, offrire una maggiore protezione del patrimonio accumulato nelle fasi finali della carriera lavorativa.Adesione automaticaLa deliberazione introduce inoltre specifici obblighi informativi a carico dei fondi pensione. In caso di adesione automatica, l'iscritto dovrà essere tempestivamente informato dell'avvenuta iscrizione, delle caratteristiche del percorso di investimento assegnato e delle alternative disponibili. Rimarrà comunque sempre possibile modificare successivamente la scelta di investimento o trasferire la posizione verso altri comparti previsti dal fondo.Per consentire agli operatori di adeguarsi alle nuove disposizioni, la COVIP ha previsto un periodo transitorio fino al 30 giugno 2027 per i fondi che dispongono già di comparti differenziati ma devono ancora completare l'adeguamento alle nuove regole.Copyright © - Riproduzione riservata
Covip, delibera 23/06/2026
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