Tassi BCE in rialzo: per CNA rischio strette sul credito per l’economia reale
La CNA, in un comunicato dell’11 giugno 2026, commenta l’aumento dei tassi deciso dalla BCE per contrastare le pressioni inflazionistiche legate alla crisi in Medio Oriente, sottolineando il rischio che la stretta monetaria possa aggravare le difficoltà dell’economia reale. L’associazione evidenzia che per artigiani e piccole imprese il rialzo dei tassi comporta un credito più costoso in un contesto già segnato dall’aumento dei costi energetici e produttivi. Per questo sollecita Governo e istituzioni europee ad affiancare alla politica monetaria misure straordinarie a sostegno dell’accesso al credito delle PMI e a procedere rapidamente con la riforma dei Confidi.
Con un comunicato stampa dell’11 giugno 2026, la CNA evidenzia che era ampiamente attesa la decisione della BCE di aumentare i tassi di interesse per contrastare i rischi inflazionistici alimentati dalla crisi in Medio Oriente.Tuttavia, occorre evitare che una risposta necessaria sul fronte monetario finisca per aggravare le difficoltà dell'economia reale.Il Segretario generale della CNA, Otello Gregorini, rileva che “per artigiani e piccole imprese il rialzo dei tassi significa credito più costoso proprio mentre aumentano bollette energetiche, carburanti e costi di produzione. La politica monetaria può contenere gli effetti secondari dello shock energetico, ma non può eliminarne le cause.”Alla luce di quanto rilevato la CNA chiede al Governo e all'Europa di affiancare alla stretta monetaria misure straordinarie per sostenere l'accesso al credito delle PMI e realizzare rapidamente la riforma dei Confidi.Copyright © - Riproduzione riservata
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