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Piombo e diisocianati: procedura d’infrazione UE contro l’Italia

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e di altri nove Stati membri per il mancato recepimento della Direttiva (UE) 2024/869 sulla protezione dei lavoratori esposti a piombo, composti inorganici del piombo e diisocianati. La direttiva introduce limiti di esposizione professionale significativamente più restrittivi e stabilisce, per la prima volta, valori limite vincolanti per i diisocianati. Gli Stati interessati avranno due mesi di tempo per completare il recepimento nazionale ed evitare il passaggio alla fase successiva della procedura di infrazione.

La Commissione europea accelera sul fronte della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e richiama formalmente diversi Stati membri, tra cui l’Italia, per il mancato recepimento delle nuove regole europee in materia di esposizione professionale a sostanze altamente pericolose.Con una nuova iniziativa nell’ambito delle procedure di infrazione, Bruxelles ha infatti inviato lettere di messa in mora a dieci Paesi dell’Unione europea che non hanno ancora comunicato il completo recepimento della Direttiva (UE) 2024/869, il cui termine di attuazione è scaduto il 9 aprile 2026. Oltre all’Italia, risultano coinvolti Belgio, Danimarca, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Ungheria, Polonia, Portogallo e Slovacchia.La direttiva interviene modificando due pilastri fondamentali della normativa europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro:- la Direttiva 2004/37/CE relativa alla protezione dei lavoratori contro gli agenti cancerogeni, mutageni e reprotossici;- la Direttiva 98/24/CE sulla protezione contro i rischi derivanti dagli agenti chimici durante il lavoro.Uno degli interventi principali riguarda il piombo e i suoi composti inorganici, per i quali vengono introdotti limiti di esposizione professionale e biologica notevolmente più restrittivi rispetto alla disciplina previgente.La Commissione europea ricorda che il piombo è classificato come sostanza reprotossica senza soglia di sicurezza scientificamente determinabile. Ciò significa che non esiste un livello di esposizione completamente privo di rischio per la salute umana.Le nuove regole mirano quindi a ridurre significativamente l’esposizione dei lavoratori nei settori industriali maggiormente interessati, tra cui metallurgia, edilizia, produzione di batterie, riciclo e trattamento di materiali contenenti piombo.Disciplina vincolante sui diisocianatiLa direttiva introduce inoltre, per la prima volta a livello europeo, limiti vincolanti di esposizione professionale ai diisocianati. Si tratta di sostanze chimiche largamente utilizzate nella produzione di schiume poliuretaniche, vernici, adesivi, sigillanti e materiali isolanti, frequentemente presenti in numerosi comparti industriali.Secondo la Commissione, i diisocianati rappresentano una delle principali cause di asma professionale e di sensibilizzazione respiratoria e cutanea nei lavoratori esposti.L’introduzione di valori limite uniformi a livello europeo punta quindi a rafforzare gli standard minimi di tutela nei luoghi di lavoro e a ridurre il numero di patologie professionali correlate all’esposizione chimica.Con la lettera di messa in mora la Commissione avvia formalmente la prima fase della procedura di infrazione prevista dai Trattati europei.Gli Stati membri interessati avranno ora due mesi di tempo per:- completare il recepimento della direttiva;- adeguare la normativa nazionale;- notificare ufficialmente le misure adottate alla Commissione europea.In assenza di risposte ritenute soddisfacenti, Bruxelles potrà procedere con l’emissione di un parere motivato, fase che precede l’eventuale deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.Copyright © - Riproduzione riservata

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/29/piombo-diisocianati-procedura-infrazione-ue-italia

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