Pensione di vecchiaia: rilevano i vantaggi specifici nazionali
Con la sentenza n. C-717/24 la Corte di giustizie europea ha chiarito che gli Stati membri devono tenere conto, nel calcolo della pensione di vecchiaia, dei benefici previdenziali collegati a particolari attività lavorative svolte in altri Paesi dell’Unione. La pronuncia riguarda il caso di un lavoratore slovacco impiegato per anni come minatore in una miniera sotterranea situata nell’attuale Repubblica Ceca, cui era stata negata la pensione anticipata prevista per le attività particolarmente gravose. La Corte ha evidenziato che il regolamento europeo sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale impone la valorizzazione dei periodi di attività maturati in altri Stati membri quando collegati a regimi pensionistici specifici, al fine di garantire la libera circolazione dei lavoratori e impedire la perdita di diritti previdenziali acquisiti. La decisione rafforza il principio di tutela delle carriere lavorative svolte in ambito transnazionale e conferma l’obbligo degli Stati membri di considerare integralmente i periodi assicurativi maturati nell’Unione europea.
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