Contratti collettivi: CNEL introduce criteri di rappresentatività effettiva
Il CNEL ha approvato la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi, introducendo criteri selettivi fondati sul reale radicamento dei contratti nel sistema produttivo, misurato attraverso i dati INPS. La riforma supera la logica meramente formale del deposito e consente di distinguere i contratti effettivamente applicati da quelli marginali, rafforzando la trasparenza e il contrasto al dumping contrattuale.
La Commissione dell’Informazione del CNEL ha reso noto di aver approvato all’unanimità la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, al termine della fase sperimentale avviata nell’aprile 2025. L’intervento segna un passaggio rilevante nel sistema delle relazioni industriali, introducendo per la prima volta una base informativa strutturata, trasparente e accessibile, organizzata per settori economici secondo la classificazione Ateco e corredata da schede contratto dettagliate sui contenuti normativi e retributivi.La rilevanza dei contratti viene misurata sulla base dei dati amministrativi INPS (Uniemens), consentendo di individuare con maggiore precisione i contratti effettivamente applicati e, quindi, rappresentativi.Secondo i nuovi criteri, possono essere inclusi nella sezione dei contratti nazionali di settore esclusivamente i CCNL applicati ad almeno il 5% dei lavoratori di una specifica divisione Ateco, ovvero al 3% in almeno una divisione nel caso di contratti multi-settoriali. La riorganizzazione consente, inoltre, una lettura più accurata del fenomeno del dumping contrattuale. I dati elaborati evidenziano infatti una forte concentrazione della copertura contrattuale: circa un centinaio di contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative coprono la quasi totalità dei lavoratori del settore privato, mentre un numero elevato di contratti riconducibili a sigle minori risulta applicato a una quota marginale di lavoratori.Un ulteriore elemento qualificante della riforma è rappresentato dall’introduzione delle schede contratto standardizzate, già operative per i principali contratti del terziario. Tali schede, costruite sulla base delle voci retributive e normative rilevanti anche ai fini del Codice dei contratti pubblici, consentono una valutazione comparativa tra contratti collettivi, rendendo verificabile in modo concreto l’equivalenza contrattuale.La nuova struttura dell’Archivio CNEL si configura come uno strumento di particolare utilità non solo per gli operatori del diritto del lavoro, ma anche per le stazioni appaltanti e per gli operatori economici, chiamati a effettuare valutazioni sempre più puntuali in materia di applicazione dei contratti collettivi nei contratti pubblici.Copyright © - Riproduzione riservata
Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium 1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese) Acquista Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi Acquista Sei già abbonato ? Accedi
Google Chrome
Mozilla Firefox
Microsoft Edge
Safari