INL: il contrasto al lavoro sommerso passa attraverso l’uso di sistemi informativi digitali
Nel 2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro concentra la propria azione sul contrasto al lavoro sommerso e insicuro, dando piena attuazione alle misure del D.L. n. 159/2025, tra cui il badge digitale di cantiere ed il rafforzamento della patente a crediti. In particolare, l’uso esteso dei sistemi informativi - SIISL e Portale Nazionale del Sommerso - rappresenta un passaggio verso un modello ispettivo più moderno, basato su tecnologia, analisi dei dati e cooperazione istituzionale, con l’obiettivo di rafforzare legalità, sicurezza e tutela dei lavoratori. Il Direttore della Direzione centrale vigilanza lavoro e sicurezza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Giuseppe Patania, anticipa nell’intervista per IPSOA Quotidiano i temi al centro del suo intervento al 15° Forum LAVORO, organizzato da Wolters Kluwer in collaborazione con Dottrina Per il Lavoro, che si è svolto a Modena il 25 febbraio 2026.
Si è svolto a Modena il 15° Forum LAVORO, organizzato da Wolters Kluwer in collaborazione con Dottrina Per il Lavoro. Il Direttore della Direzione centrale vigilanza lavoro e sicurezza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Giuseppe Patania, anticipa nell’intervista per IPSOA Quotidiano i temi al centro del suo intervento.
Negli ultimi anni la vigilanza sul lavoro ha conosciuto un’evoluzione significativa. Quali saranno le priorità operative dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel 2026, in particolare sul fronte della sicurezza e della regolarità dei rapporti di lavoro?
Le priorità operative saranno decise in sede di Commissione centrale di coordinamento della vigilanza (art. 3, D.Lgs. n. 124/2004) presieduta dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Ad ogni modo è possibile già evidenziare la necessità che, per il 2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro debba concentrare la propria azione sul contrasto al lavoro sommerso e insicuro, dando peraltro attuazione alla Convenzione con il Ministero del Lavoro recentemente rinnovata ed ai i principali programmi nazionali già avviati, come il Piano triennale contro lo sfruttamento in agricoltura e il caporalato e il Piano Integrato per la Salute e Sicurezza 2025-2027.
Il lavoro sommerso rimane infatti uno dei principali problemi nazionali e spesso porta a situazioni di grave sfruttamento, mostrando quanto il fenomeno abbia anche una forte dimensione sociale.
Nel corso del 2026 occorrerà inoltre dare piena attuazione alle misure del D.L. 159/2025, tra cui badge digitale di cantiere ed il rafforzamento della patente a crediti. L’uso esteso dei sistemi informativi - in particolare SIISL e Portale Nazionale del Sommerso - consentirà controlli più mirati e tempestivi, evitando duplicazioni e intercettando anomalie contrattuali e contributive.
I settori da attenzionare saranno poi quelli più esposti a fenomeni di sfruttamento lavorativo: agricoltura, edilizia, logistica, turismo e comparti caratterizzati da appalti e subappalti complessi, con contrasto sia al caporalato tradizionale sia a quello digitale legato alle piattaforme.
Non può inoltre dimenticarsi la necessità di attenzionare le problematiche che possono derivare dalle catene degli appalti e subappalti e il fenomeno del dumping contrattuale: l’INL potrà disporre l’applicazione di contratti più adeguati quando quelli adottati non garantiscano retribuzioni proporzionate, come confermato, da ultimo, dal Consiglio di Stato. Nel complesso, il 2026 rappresenta un passaggio verso un modello ispettivo più moderno, basato su tecnologia, analisi dei dati e cooperazione istituzionale, con l’obiettivo di rafforzare legalità, sicurezza e tutela dei lavoratori più vulnerabili.
Come si sta cercando di rafforzare l’approccio preventivo della vigilanza, soprattutto in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rispetto a una visione esclusivamente sanzionatoria?
Negli ultimi anni la vigilanza si sta spostando da un modello centrato quasi esclusivamente sulla repressione delle violazioni a un approccio fondato su prevenzione, cooperazione e uso strategico dei dati.
Il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso ha introdotto strumenti condivisi di analisi del rischio e programmazione, favorendo controlli più mirati e una visione unitaria delle criticità.
Un ruolo decisivo è svolto dal Portale Nazionale del Sommerso, che integra informazioni su ispezioni, irregolarità e provvedimenti, consentendo agli ispettori interventi tempestivi e non duplicati. Analogamente, il Piano Sicurezza 2026 - in continuità con il 2025 - segue la logica “Vision Zero”, promuovendo formazione, sostegno alle imprese e controlli coordinati nei settori più colpiti da infortuni e malattie professionali.
Le misure digitali introdotte dal D.L. 159/2025 - badge elettronico di cantiere, interoperabilità con SIISL e maggiore tracciabilità - rafforzano ulteriormente la compliance, rendendo più difficile occultare irregolarità.
Infine, la Strategia nazionale salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030, approvata il 16 dicembre 2025, riconosce la prevenzione come responsabilità condivisa, integrando vigilanza, cultura della sicurezza e incentivi per le imprese virtuose attraverso il sistema della patente a crediti. La vigilanza diventa così un processo proattivo, capace di intercettare e correggere precocemente le criticità, usando l’intervento sanzionatorio solo come estrema ratio.
Quanto è strategico il coordinamento tra INL, INPS, INAIL e altri enti di controllo per rendere più efficace l’azione di vigilanza, e quali miglioramenti sono attesi nel prossimo futuro?
Il coordinamento tra INL, INPS, INAIL e gli altri enti coinvolti nella vigilanza è oggi uno dei pilastri fondamentali per rendere i controlli più efficaci. La complessità del mercato del lavoro, la diffusione di fenomeni come lavoro sommerso, caporalato, sfruttamento transnazionale e appalti irregolari impongono un modello di vigilanza integrato, capace di condividere informazioni e programmare interventi congiunti.
Un ruolo decisivo è svolto dal Portale Nazionale del Sommerso (PNS), che centralizza dati su ispezioni, violazioni, provvedimenti e irregolarità contributive e assicurative, permettendo di evitare duplicazioni e di concentrare gli accessi sulle situazioni a maggior rischio.
Nella lotta al caporalato, il coordinamento si consolida con il Tavolo nazionale caporalato e con iniziative operative come ALT Caporalato T.R.E. - Tutela Resilienza Emersione, che coinvolgono forze dell’ordine, enti locali e organizzazioni di supporto alle vittime. La cooperazione permette di riconoscere tempestivamente forme di sfruttamento, soprattutto in agricoltura, logistica, lavoro domestico e piattaforme digitali.
Altrettanto strategica è la collaborazione INL-INAIL, basata sulla condivisione di dati su infortuni, malattie professionali e profili di rischio, utile per una vigilanza, rimessa all’INL, mirata nei settori più pericolosi. Il Piano Sicurezza 2026 prevede inoltre l’evoluzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) e l’ulteriore integrazione delle banche dati territoriali.
I miglioramenti attesi riguardano interoperabilità completa dei sistemi informativi, task force specializzate, analisi predittiva dei rischi e maggiore capacità di tutela delle vittime. In questo modello, la vigilanza diventa un’azione strutturale e coordinata, capace di incidere realmente sulla legalità del mercato del lavoro.
La digitalizzazione dei flussi informativi sta cambiando il modo di fare vigilanza. Quali strumenti tecnologici avranno un impatto maggiore sull’attività ispettiva nei prossimi anni?
La digitalizzazione sta trasformando profondamente la vigilanza, rendendola più tempestiva, predittiva e basata su dati verificabili in tempo reale. Tra gli strumenti con maggiore impatto vi è il badge digitale di cantiere, introdotto dal D.L. n. 159/2025: una tessera con codice univoco anticontraffazione collegata ai sistemi nazionali, che permette di verificare subito identità, posizione assicurativa e presenza effettiva dei lavoratori.
Un ruolo centrale sarà svolto anche dal SIISL, che dal 2026 diventa snodo informativo essenziale: la coerenza dei dati presenti nel sistema condiziona l’accesso delle imprese a benefici e premialità, inducendo comportamenti regolari già in fase gestionale. L’interoperabilità con gli strumenti ispettivi consente controlli incrociati immediati e contrasta contratti fittizi e comunicazioni irregolari.
Il Portale Nazionale del Sommerso rappresenta invece l’infrastruttura che integra dati di INL, INPS, INAIL, Comando Carabinieri Tutela del Lavoro e Guardia di Finanza, permettendo una programmazione ispettiva mirata e l’eliminazione delle duplicazioni.
La patente a crediti in formato digitale rafforza la deterrenza: le decurtazioni scattano automaticamente alla notifica del verbale per lavoro nero e le imprese non in regola vengono immediatamente limitate nelle attività di cantiere.
Un ulteriore passo avanti è l’introduzione della banca dati nazionale dei near miss, che permette agli ispettori di valutare i rischi sulla base dei mancati infortuni, anticipando condizioni di pericolo prima che si traducano in eventi gravi.
Infine, nei settori digitalizzati - logistica, piattaforme, food delivery - anche i dati algoritmici diventeranno parte dell’attività ispettiva, consentendo di ricostruire tempi, ritmi, modalità della prestazione e individuare forme di sfruttamento o eterodirezione mascherata.
Nel complesso, badge, SIISL, PNS, patente digitale e nuove banche dati delineano una vigilanza più rapida, fondata su informazioni integrate e orientata alla prevenzione.
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