Vai al contenuto Premi il tasto INVIO
Personalizza preferenze
PHPSESSID Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 mese
È un cookie nativo di PHP e consente al sito di memorizzare dati sullo stato della sessione.
privacy_consent Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 anno 1 mese 4 giorni
È un cookie tecnico utilizzato per memorizzare le preferenze sulla gestione dei cookie.
News area Impresa

Carbon Washing: le metodologie dei commercialisti contro i rischi di frode

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il 15 settembre 2025 il documento “Metodologie operative per mitigare i rischi di Carbon Washing”, dedicato alla lotta contro le pratiche ingannevoli legate alla falsa rendicontazione delle emissioni di gas serra (GHG). Il carbon washing, forma più insidiosa del greenwashing, mina la credibilità delle strategie di sostenibilità aziendale, generando vantaggi reputazionali e finanziari non meritati. Il documento dei commercialisti descrive le metodologie ritenute più efficaci per contrastare i casi di carbon washing nelle imprese e il correlato rischio di frodi.

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento di ricerca del 15 settembre 2025 dal titolo “Metodologie operative per mitigare i rischi di Carbon Washing”.

Il documento rientra tra le attività dell’area di delega Sviluppo sostenibile (reporting, consulenza, formazione) del Consiglio nazionale e Aziendale della Fondazione nazionale – ricerca.

La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GES), greenhouse gas (GHG) emissions, in atmosfera e la mitigazione degli effetti del climate change sono temi centrali dell’attuale politica ambientale planetaria. La minaccia rappresentata dal greenwashing, con particolare riferimento alla sottostima delle emissioni di GES prodotte da un’organizzazione, viene definita carbon washing, pratica che risulta addirittura più insidiosa rispetto alla più generale forma di greenwashing, in ragione del valore anche finanziario attribuito alle prestazioni aziendali in termini di emissioni GES.

A livello unionale, lo sviluppo di standard di rendicontazione e monitoraggio dei livelli di sostenibilità aziendale si è sviluppato in modo lento e disorganico e ciò ha incentivato le imprese meno virtuose a comunicare green claims ingannevoli riferiti a performance ambientali non corrispondenti al loro effettivo impatto ambientale.

Il crescente interesse verso le strategie di decarbonizzazione adottate dalle organizzazioni esercita una pressione significativa sulle imprese, sia sul piano degli obblighi normativi, sia sotto il profilo reputazionale, affinché riducano il proprio impatto ambientale. In tale contesto, le imprese sono incentivate a orientarsi verso modelli di business climaticamente neutrali e catene del valore caratterizzate da basse emissioni. In modo simmetrico, anche le istituzioni finanziarie sono oggetto di un’attenzione crescente, chiamate a intraprendere percorsi di decarbonizzazione dei propri portafogli di investimento e ad astenersi dal finanziare o sostenere, tramite sottoscrizioni, progetti, attività e asset ad alta intensità di carbonio.

Si assiste a un’ipertrofica attività di green marketing delle imprese, volta ad anticipare al mercato l’impegno a realizzare efficaci strategie di decarbonizzazione cui tuttavia non corrisponde attualmente un’adeguata possibilità di verificarne la concreta implementazione.

Questa significativa attività di frontloading aziendale si traduce in green claims finalizzati a pubblicizzare gli sforzi delle organizzazioni in termini di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico ai quali però non corrisponde l’implementazione di tangibili iniziative aziendali (concretamente misurabili, rendicontabili e verificabili) volte alla effettiva riduzione delle emissioni di GES. La comunicazione di green claims ingannevoli e della falsa rendicontazione delle performance aziendali in materia di emissioni di carbonio può creare un sistema “basso-rischio-alta ricompensa” tale da determinare un forte incentivo per le imprese meno virtuose a impegnarsi in una falsa rendicontazione delle emissioni.

Il documento dei commercialisti descrive le metodologie ritenute più efficaci per contrastare i casi di carbon washing nelle imprese e il correlato rischio di frodi.

Copyright © - Riproduzione riservata

CNDCEC – FNC Ricerca, documento di ricerca 15/09/2025

Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium 1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese) Acquista Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi Acquista Sei già abbonato ? Accedi

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/09/16/carbon-washing-metodologie-commercialisti-rischi-frode

altre news

News area Lavoro

Equità retributiva: la soluzione passa attraverso il rafforzamento della contrattazione collettiva

Leggi di piu
News area Lavoro

Reddito di cittadinanza: istituito il sistema informativo

Leggi di piu
News area Impresa

In vigore la normativa europea sui dati digitali

Leggi di piu
News area Lavoro

Giornalisti autonomi: presentazione della comunicazione obbligatoria redditi entro il 31 luglio

Leggi di piu
News area Lavoro

Dumping contrattuale: stipulata la convenzione sul Testo Unico della Rappresentanza

Leggi di piu
News area Impresa

Cybersicurezza: i chiarimenti dell’ACN commentati da Assonime

Leggi di piu
News area Lavoro

Reddito di emergenza: termini per la presentazione della domanda prorogato al 31 luglio

Leggi di piu
News area Lavoro

Madri e padri nel periodo protetto: dimissioni da confermare anche nel periodo di prova

Leggi di piu
News area Impresa

Decreto PNRR: cosa cambia per crisi d'impresa e processo tributario (e non solo)

Leggi di piu

È necessario aggiornare il browser

Il tuo browser non è supportato, esegui l'aggiornamento.
Di seguito i link ai browser supportati

Se persistono delle difficoltà, contatta l'Amministratore di questo sito.
digital agency greenbubble