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Patente a crediti: Confprofessioni chiede tutele per i tecnici

E’ necessaria la corretta applicazione delle norme nei cantieri e il rispetto delle competenze professionali. A sottolinearlo è Confprofessioni che, in un comunicato stampa del 15 gennaio 2025, ha richiamato l’attenzione sulla interpretazione della normativa in vigore che vede l’obbligo esteso agli archeologi.

La disciplina della “Patente a Crediti per la Sicurezza nei Cantieri Edili” (art. 29, c. 19, del D.L. n. 19/2024), ha sollevato dubbi e preoccupazioni tra i professionisti del settore tecnico e culturale. Tra questi, l’Associazione Nazionale Archeologi (ANA), la maggiore associazione di categoria degli archeologi italiani, ha evidenziato criticità legate alla scorretta interpretazione della norma, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento delle professioni intellettuali.

Professioni intellettuali

In un comunicato stampa del 15 gennaio 2025 Confprofessioni ha ricordato che le professioni intellettuali si caratterizzano per l’elevata complessità, la discrezionalità e la competenza specialistica necessarie per svolgerle. A differenza delle mansioni standardizzate, le attività intellettuali richiedono soluzioni personalizzate basate sull’esperienza e sulla preparazione del professionista.

In Italia, l’archeologo, come definito dal D.M. 244/2019 (che nell’allegato 2 esplicita “… professione di elevato contenuto intellettuale e di notevole complessità…”) e ribadito dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 1234 del 21 febbraio 2022, è un professionista che opera con discrezionalità e competenza, elementi tipici delle professioni intellettuali. Inoltre, nel Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36), l’archeologia è equiparata ai servizi di ingegneria e architettura. Questo riconoscimento rende ancora più incomprensibile l’inclusione degli archeologi nel campo di applicazione della patente a crediti.

Peculiarità del cantiere archeologico

Gli interventi di scavo archeologico sono regolati da specifiche certificazioni (OS/25) e coinvolgono professionisti che operano in un regime distinto rispetto a quello edile. Inoltre, anche nei cantieri archeologici, l’attività dell’archeologo rimane di natura intellettuale, come sancito dalla normativa vigente e come chiarito dal documento INAIL “Sicurezza & Archeologia” e dal Codice Ateco.

L’introduzione della Patente a Crediti, pensata per rafforzare la sicurezza nei cantieri edili, ha generato confusione e interpretazioni errate, penalizzando professionisti come gli archeologi. La circolare INL n. 4/2024 ha escluso esplicitamente le professioni intellettuali dall’applicazione della normativa, includendo ingegneri, architetti e geometri. Tuttavia, nonostante i chiarimenti forniti, alcune FAQ pubblicate dall’INL riportavano indicazioni imprecise, suggerendo che anche gli archeologi fossero soggetti alla Patente.

Confprofessioni sostiene fermamente la necessità di salvaguardare il riconoscimento delle professioni intellettuali. Il presidente, Marco Natali ha dichiarato: “L’applicazione impropria della Patente a Crediti rischia di compromettere il riconoscimento normativo e il valore delle professioni intellettuali. Non possiamo permettere che una normativa pensata per tutelare la sicurezza nei cantieri venga utilizzata per penalizzare professionisti altamente qualificati come gli archeologi.”

Copyright © - Riproduzione riservata

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/01/17/patente-crediti-confprofessioni-chiede-tutele-tecnici

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