Vai al contenuto Premi il tasto INVIO
Personalizza preferenze
PHPSESSID Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 mese
È un cookie nativo di PHP e consente al sito di memorizzare dati sullo stato della sessione.
privacy_consent Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 anno 1 mese 4 giorni
È un cookie tecnico utilizzato per memorizzare le preferenze sulla gestione dei cookie.
News area Lavoro

Salario minimo: per Confprofessioni occorre ripartire dal CNEL

In audizione presso la Commissione Lavoro della Camera, la Confederazione presieduta dal presidente Stella ha ribadito la centralità dei contratti per sostenere le dinamiche salariali e la necessità di rafforzare il ruolo delle parti sociali.

Confprofessioni si è recata in audizione, in data 8 novembre 2023, presso la Commissione Lavoro della Camera dei deputati sulle nuove proposte di legge riformulate anche alla luce delle osservazioni del Cnel. Il modello di contrattazione collettiva sviluppata in Italia negli ultimi 50 anni è di assoluto rilievo e può diventare un esempio nell’ambito comunitario, ma non può essere mortificato da una norma che non risolve le problematiche legate alle dinamiche reddituali e al lavoro povero. Al contrario, indebolisce la rappresentanza e la contrattazione collettiva nazionale che, sino ad oggi, hanno saputo adattare le retribuzioni ai singoli settori produttivi, non fermandosi al mero aspetto salariale ma individuando strumenti e sistemi di welfare integrativo in favore dei lavoratori dipendenti e delle loro famiglie, un meccanismo trascurato dalla previsione normativa. Questa la posizione di Confprofessioni. «L’intervento normativo deve promuovere il rafforzamento e l’integrale applicazione dei Ccnl sottoscritti da soggetti realmente rappresentativi, arginando il dumping contrattuale che rende più fragili i diritti dei lavoratori e impedisce condizioni omogenee di tutela salariale e di welfare», aggiunge Montanaro. «In questo ambito, il Cnel sta svolgendo una funzione determinante, che dovrebbe essere ulteriormente valorizzata, nel monitoraggio della contrattazione collettiva e della programmazione economica e sociale». Davanti alla Commissione Lavoro della Camera, la Confederazione è intervenuta anche sul tema del taglio del cuneo fiscale e contributivo per favorire la crescita dei salari. «La direzione è giusta – afferma Montanaro – ma dev’essere accompagnata anche dalla detassazione degli incrementi retributivi concordati tra le parti sociali in occasione dei rinnovi dei contratti collettivi di lavoro, proprio per adeguare i redditi dei lavoratori all’andamento dell’inflazione». Copyright © - Riproduzione riservata

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2023/11/09/salario-minimo-confprofessioni-occorre-ripartire-cnel

altre news

News area Impresa

Servizi postali: Amazon svolge funzioni soggette ad autorizzazione nazionale

Leggi di più
News area Lavoro

Campagna di valutazione partecipativa: dal 6 aprile la rilevazione 2021

Leggi di più
News area Impresa

Pastiche e sampling: la Corte UE definisce i limiti dell’eccezione

Leggi di più
News area Impresa

Pubblicata la “Carta UE per l’accesso degli utenti industriali ai servizi delle infrastrutture di ricerca e tecnologia”

Leggi di più
News area Impresa

Sistema di monitoraggio delle superfici AMS: pubblicato il testo unico tecno-operativo

Leggi di più
News area Lavoro

Contratti a termine: come utilizzare la causale contrattuale? Qual è la durata massima?

Leggi di più
News area Lavoro

Riscatto agevolato della laurea anche sopra i 45 anni

Leggi di più
News area Lavoro

Artigiani e commercianti: contributi aggiornati al 2025

Leggi di più
News area Lavoro

Professionisti, equo compenso verso l’approvazione definitiva

Leggi di più

È necessario aggiornare il browser

Il tuo browser non è supportato, esegui l'aggiornamento.
Di seguito i link ai browser supportati

Se persistono delle difficoltà, contatta l'Amministratore di questo sito.
digital agency greenbubble