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Osservatorio sulle pensioni: flessibilità in uscita e staffetta generazionale tra i nuovi compiti

Approfondire soluzioni di flessibilità in uscita e di staffetta generazionale per contemperare le esigenze di pensionamento anticipato con quelle di adeguamento alla frontiera dell’innovazione tecnologica da parte delle imprese. Rilanciare la previdenza complementare come strumento indispensabile sia per integrare le future pensioni erogate dal sistema obbligatorio che come soluzione di diversificazione del rischio previdenziale. Sono alcuni dei compiti dell’Osservatorio per il monitoraggio, la valutazione dell'impatto della spesa previdenziale e l'analisi delle politiche di revisione del sistema pensionistico. Quali altre analisi effettuerà il nuovo ente?

Il Ministro del Lavoro ha sottoscritto lo scorso 23 marzo uno specifico decreto, in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, con cui si procede alla istituzione dell’Osservatorio per il monitoraggio, la valutazione dell'impatto della spesa previdenziale e l'analisi delle politiche di revisione del sistema pensionistico. La notizia, che era stata già anticipata nel confronto in corso con le parti sociali in vista di un nuovo intervento di riordino del sistema previdenziale, è stata resa nota dallo stesso Ministro nell’ambito di un question time parlamentare. L’organismo, che rappresenta la prosecuzione anche ideale del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale previsto dalla riforma Dini e poi cessato dal maggio 2012 ha l’obiettivo di monitorare i fattori che influenzano l'andamento del settore, consentendo così una revisione sostenibile e ben ponderata del complesso sistema pensionistico vigente. La rilevazione della spesa previdenziale Va evidenziato in primo luogo come l’andamento della spesa previdenziale necessita di essere adeguatamente monitorata in considerazione del progressivo fenomeno di invecchiamento della popolazione che caratterizza il nostro Paese. Come ha recentemente sottolineato l’Ivass in una recente audizione parlamentare, dopo la battuta d’arresto rilevata nel 2020, causa pandemia, la speranza di vita alla nascita è tornata a crescere nel 2021, ed è pari a 82,5 anni. Mettendo a paragone la nostra situazione con quella di Francia e Germania, sia oggi che nelle proiezioni al 2030 l’Italia mostra i livelli più elevati per quota di over-65, per quota di over-80 e per rapporto di dipendenza degli anziani over-65 in relazione alla popolazione in età da lavoro. Da sottolineare ancora l’impatto dell’inflazione sull’andamento della spesa pensionistica. E’ poi da rimarcare la rilevanza della spesa previdenziale in rapporto alla composizione complessiva del sistema di welfare. Così come rilevato dall’Istat nel recente Rapporto sulla spesa sociale dei comuni per la funzione “vecchiaia”, dove è preponderante la spesa previdenziale, l’Italia destina una spesa pubblica superiore alla media europea e in linea con altri Paesi, come la Francia e l’Olanda (4.200 euro pro-capite l’anno). Invece le risorse per i disabili sono inferiori alla media Ue (476 euro annui, contro 669), così come quelle per le famiglie e i minori (339 euro annui, contro 753), evidenziando una carenza di servizi, ad esempio di natura socio-assistenziale e socio-educativa. Tema di particolare delicatezza e criticità è ancora la incidenza della componente assistenziale sulla spesa previdenziale. Va ricordato come nella precedente legislatura era stata costituita presso il Ministero del Lavoro una specifica Commissione tecnica incaricata dello studio sulla classificazione e comparazione, a livello europeo e internazionale, della spesa pubblica nazionale per finalità previdenziali e assistenziali I compiti dell’Osservatorio L’Osservatorio si pone come laboratorio di analisi e di proposizione anche in vista della prossima riforma delle pensioni. La direttrice di marcia è duplice. In primo luogo, quella di approfondire soluzioni di flessibilità in uscita e di staffetta generazionale. Va ricordato come il prossimo 31 dicembre verrà meno il canale sperimentale di pensionamento anticipato quota 103 che si consegue al raggiungimento di un'età anagrafica di almeno 62 anni e di un'anzianità contributiva di almeno 41 anni. Sempre a fine anno vengono poi meno anche altre due misure che pur beneficiarie di continue proroghe sono anch’esse sperimentali come Opzione donna e l’Ape sociale (misura di flessibilità in uscita di tipo assistenziale). Con particolare riferimento a Opzione donna va ricordato poi come la legge di Bilancio 2023 ha riveduto e corretto lo schema di funzionamento della precedente versione prevedendosi la possibilità di usufruirne da parte delle alle lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2022 un’anzianità contributiva pari almeno a 35 anni, abbiano un’età anagrafica di almeno 60 anni (ridotta di un anno per ogni figlio e nel limite massimo di 2 anni) e che assistono un parente disabile, o che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74 per cento o che sono lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi (in tale ultimo caso il requisito anagrafico è pari a 58 anni). Si vorrebbe per il futuro individuare misure di pensionamento “al femminile” meno rigide. Altro tema molto sentito è quello del turnover generazionale per contemperare le esigenze di pensionamento anticipato con quelle di adeguamento alla frontiera dell’innovazione tecnologica da parte delle imprese. L’Osservatorio ha poi il compito propositivo di rilancio della previdenza complementare sempre più strumento indispensabile sia per integrare le future pensioni erogate dal sistema obbligatorio che come soluzione di diversificazione del rischio previdenziale. Oltre alla rivisitazione di meccanismi di spinta gentile come il silenzio assenso e campagne istituzionali di educazione previdenziale si ragiona su una maggiore diffusione delle adesioni on line e una revisione in senso migliorativo delle agevolazioni fiscali anche nell’ambito della delega fiscale approvata dal Consiglio dei Ministri a metà marzo scorso. Copyright © - Riproduzione riservata

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2023/04/18/osservatorio-pensioni-flessibilita-uscita-staffetta-generazionale-compiti

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