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Servizi legali: stabilire la tariffa oraria senza ulteriori precisazioni non risponde al principio di chiarezza e trasparenza
La clausola di un contratto di prestazione di servizi legali stipulato tra un avvocato e un consumatore che fissi il prezzo secondo il principio della tariffa oraria, senza contenere altre precisazioni, non soddisfa l’obbligo di chiarezza e comprensibilità. È quanto ha stabilito la Corte di Giustizia UE nella sentenza n. c-395/21 del 12 gennaio 2022. Il giudice nazionale può ripristinare la situazione in cui il consumatore si sarebbe trovato in assenza di una clausola abusiva lasciando il professionista senza compenso per i servizi.
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