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Esportatore autorizzato: attenzione a come si rilascia l’attestazione di origine delle merci

In arrivo nuovi adempimenti per le imprese italiane che esportano. A partire dal 1° febbraio 2021 dovranno gestire l’attestazione dell’origine preferenziale delle merci in via autonoma, senza più avvalersi di certificati previdimati. Dovranno, quindi, ottenere la qualifica di esportatore autorizzato/registrato per poter gestire in autonomia tutte le esportazioni preferenziali e per far sì che i clienti esteri abbiano il dazio agevolato. Per proseguire in questa direzione, occorrerà prevedere una procedura interna con la quale organizzare la gestione delle attestazioni di preferenza in totale sicurezza: un’errata attestazione di origine conduce ad una responsabilità penale per il rappresentante legale della società, con evidenti riflessi sulla operatività aziendale.

Dal 31 gennaio 2021, gli esportatori italiani non potranno più avvalersi di certificati di origine previdimati e dovranno onorare gli adempimenti legati alla attestazione dell’origine preferenziale in via autonoma. Ciò comporta la necessità di impostare una procedura interna per governare le modalità con le quali si dichiara l’origine preferenziale per cogliere a destinazione un trattamento tariffario agevolato.

E’ quanto emerge dalla circolare n. 42/2020 con la quale l’Agenzia delle Dogane ha prorogato al 31 gennaio 2021 l’applicazione delle disposizioni contenute nella nota prot. n. 91956/RU del 26 luglio 2019 relative alle procedure per il rilascio dei certificati previdimati EUR1, EURMED e ATR, tenuto conto della Delibera del Consiglio dei Ministri del 7 ottobre 2020, con la quale è stato prorogato lo stato di emergenza nazionale.

Si tratta in realtà di un’ulteriore proroga concessa dall’Agenzia rispetto a quanto già concesso con le circolari n. 21/D e n. 16/D del 2020, con le quali si era ritenuto necessario prorogare le procedure per il rilascio rispettivamente al 31 ottobre 2020 e 21 luglio 2020.

Nella prospettiva di semplificare gli adempimenti per gli operatori, l’Agenzia delle Dogane è in procinto di sviluppare una procedura per la digitalizzazione del processo di richiesta dei certificati, tramite il portale AIDA, che consentirà di acquisire i dati utili alla compilazione dei certificati direttamente dalla dichiarazione doganale di esportazione di riferimento.

Tanto premesso, l'Agenzia delle Dogane ha più volte evidenziato che - al fine di evitare il ricorso alla procedura per le richieste dei certificati di origine in occasione di ogni spedizione – potrà essere utile per le aziende richiedere l'autorizzazione per agire come esportatori autorizzati, al fine di poter apporre le dichiarazioni di preferenza direttamente sulle fatture di cessione all'esportazione.

Vale ricordare che la dichiarazione di origine può essere direttamente apposta su fattura, a seconda delle disposizioni contenute negli accordi preferenziali:

- da operatori qualificati come “esportatore autorizzato”;

- da operatori qualificati come “esportatore registrato” al sistema REX (come negli accordi UE-Canada ed UE-Giappone);

- da qualsiasi esportatore ancorché non autorizzato/registrato per ogni spedizione il cui valore totale non superi 6.000 euro.

In un mercato internazionale che si prospetta sempre più competitivo sarà dunque necessario considerare l’opportunità di qualificare l’azienda come esportatore autorizzato/registrato per poter gestire in autonomia tutte le esportazioni preferenziali cogliendo il vantaggio di concedere ai clienti esteri il dazio agevolato.

Per proseguire in questa direzione, ogni operatore dovrà effettuare un percorso per la implementazione di una procedura interna con la quale organizzare la gestione delle attestazioni di preferenza in totale sicurezza.

Vale, infatti, ricordare che una errata attestazione di origine conduce ad una responsabilità penale per il rappresentante legale della società con evidenti riflessi sulla operatività aziendale.

In prospettiva del 31 gennaio 2021, l’attività da svolgere per assumere la qualifica di operatore autorizzato/registrato si articola come segue:

- identificazione di tutti i codici di classificazione doganale coinvolti nelle attività di produzione e commercializzazione (Materie prime, semilavorati e prodotti finiti);

- acquisizione delle dichiarazioni di origine da tutti i fornitori nazionali ed unionali per ogni approvvigionamento di componenti, e materie prime necessarie per la realizzazione dei prodotti finiti destinati ad essere riesportati;

- valutazione della rilevanza delle operazioni eseguite nel nostro paese per verificare che siano “sufficienti” per l’ottenimento della origine preferenziale;

- disamina delle specifiche regole di origine applicabili con riferimento ad ogni singolo codice di classificazione per ciascun accordo preferenziale, tenendo conto anche delle implicazioni legate alle diverse tipologie di cumulo (bilaterale, diagonale, ecc.);

- definizione di un modello di delivery che consenta, sull’esito di tutta la procedura descritta, di attestare correttamente in fattura l’origine preferenziale per le esportazioni a destino di paesi accordatari;

- condivisione con l’Autorità doganale nel processo per il riconoscimento della qualifica di esportatore autorizzato/registrato.

Una volta avviata la procedura, sarà onere della società tenere aggiornato il modello di delivery seguendo la ordinaria evoluzione degli accordi tra UE e paesi terzi.

La corretta gestione della preferenza - soprattutto in un mercato globale sempre più competitivo per la costante espansione di nuovi attori che, da paesi in via di sviluppo, si propongono in diversificati settori di business, con prodotti a più basso valore rispetto agli standard comunitari - potrà offrire alle aziende italiane l’opportunità di rendere in ogni caso estremamente competitivi i prodotti nazionali.

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/impresa/contratti-dimpresa/quotidiano/2020/11/09/esportatore-autorizzato-attenzione-rilascia-attestazione-origine-merci

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