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Il test per la locomotiva tedesca e la fiducia delle imprese europee in attesa del tavolo a Bruxelles sull’industria circolare

Si comincia martedì con il PIL della Germania mentre giovedì l’ISTAT illustrerà quali effetti ha il timore per il virus cinese sulle aspettative di chi consuma e di chi produce. Venerdì la UE a consiglio discuterà della transizione verso un'industria circolare

La crescita zero del PIL nell’ultimo trimestre 2019, di cui oggi Destatis diffonderà i dati dettagliati. Il crollo del 3,5% della produzione industriale a dicembre (su novembre: rispetto a dicembre 2018 il calo è addirittura del 6,8%). La Germania guarda ai suoi ultimi indicatori economici, non ancora influenzati dall’effetto coronavirus, e avverte: i timori che la stagnazione si trasformi in recessione erano fondati già così, ora che l’epidemia partita dalla Cina ha complicato ulteriormente i commerci mondiali il rischio è diventato quasi certezza. Tant’è che l’indice fiducia delle imprese, a febbraio, è crollato a 8,7 punti dai 26,7 di gennaio. E persino la Bundesbank ha cambiato i toni: ormai non esclude più la necessità di interventi che stimolino l’economia.

Le tensioni, quelle che avevano fatto più volte slittare il vertice, sono state cancellate dall’intensa attività diplomatica del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’arrivo del governo Conte-bis ha fatto il resto. Il summit Italia-Francia può quindi andare in scena: oggi, a Napoli, dove il premier Giuseppe Conte accoglierà il presidente francese Emmanuel Macron. Con loro una nutrita squadra di ministri: Esteri, Economia, Giustizia, Cultura, Affari europei. 

Ancora un mese fa non pareva andasse così male: l’ISTAT aveva fotografato un Paese che si apriva al 2020 in un clima di fiducia, almeno tra i consumatori (indice di gennaio in aumento a 111,8 punti dai 110,8 di dicembre 2019) e tra le imprese manifatturiere e delle costruzioni (indicatori in aumento, rispettivamente, da 99,3 a 99,9 e da 140,1 a 142,7). Poi è arrivato il coronavirus. L’Istituto di ricerca dirà oggi con quali effetti sulle aspettative di chi consuma e di chi produce.

Forse, non vincerà la burocrazia. Forse, arrivati a Bruxelles (ieri: oggi concluderanno), i ministri del Consiglio Competitività relegheranno in un angolo dell’agenda reale i temi dell’agenda formale fissata mesi fa. Discutere della transizione verso un'industria circolare e a impatto climatico zero è certamente importante, e lo sarà sempre di più. Esaminare la relazione sulla performance del mercato unico 2019 e arrivare, possibilmente, a una qualche conclusione sul miglioramento della regolamentazione sono due cose che vanno fatte. Dibattere attorno alla cooperazione internazionale nelle attività di ricerca e innovazione è irrinunciabile. Magari, però, in questo preciso momento la competitività UE ha qualche tema più urgente, da affrontare.

Tre giorni di seminario, aperto al pubblico, voluti dalla Pontificia Accademia per la Vita su esortazione di Papa Francesco a “entrare nei territori della scienza e della tecnica e a percorrerli con coraggio e discernimento”. È così che l’intelligenza artificiale debutta in Vaticano, con l’organizzazione di un secondo workshop (dopo l’esordio di un anno fa) dedicato ai temi dell’etica. Oggi, giornata conclusiva, il clou: la presentazione del documento “Rome call for AI ethics” da parte di monsignor Vincenzo Paglia, che da presidente dell’Accademia lo ha promosso, e dei primi due firmatari. Sono il presidente di Microsoft, Brad Smith, e il “vice” esecutivo di Ibm, John Kelly III. Tanto per tranquillizzare chi, vista la sede, teme si farà soltanto filosofia (morale).

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2020/02/22/test-locomotiva-tedesca-fiducia-imprese-europee-tavolo-bruxelles-industria-circolare

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