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I primi titoli di Stato del 2020: venerdì tornano i Bot

Il 10 gennaio è in programma la prima asta di titoli di Stato del 2020: un anno fa i titoli annuali, mentre lo spread era sopra i 260 punti, assicuravano ancora un rendimento dello 0,285%. Ora, con il differenziale più basso di cento punti, i tassi sono negativi. Tra gli altri argomenti della settimana, la questione Ilva, le audizioni in Parlamento sulla Popolare di Bari e il lancio del gasdotto Turkish Stream.

Spegnere o non spegnere? E’ il dilemma che deve sciogliere il Tribunale del riesame. In base all’accoglimento o meno del ricorso contro il diniego alla proroga d’uso dell’Altoforno 2 all’Ilva, in mancanza delle prescrizioni imposte per garantirne la sicurezza, partirà o meno quest’oggi l’irreversibile procedura di chiusura dell’impianto. E considerato che il futuro del siderurgico di Taranto è legato alle economie di scala, ogni riduzione di capacità produttiva ne compromette l’esistenza. Chiudere l’altoforno, insomma, può essere un contributo alla chiusura dell’intero stabilimento.

Alla Commissione Finanze della Camera iniziano tre giorni di audizioni, che si chiuderanno con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, sul decreto legge “per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento” che servirà di fatto per il salvataggio della Banca Popolare di Bari. Lo schema, per un impegno di 1,4 miliardi, è già delineato con l’intervento del Mediocredito Centrale e il Fondo interbancario di tutela dei depositi. Curiosamente, al contrario di interventi analoghi neanche troppo remoti, da Etruria alle Popolari Venete, questa volta non arrivano critiche né dalla Maggioranza, né dalla Minoranza, come se il tema non faccia più audience.

Giovedì Grecia, Israele e Cipro (in attesa dell’Italia) hanno firmato l’accordo per l’avvio della realizzazione del gasdotto EastMed, che porterà dai bacini orientali del Mediterraneo il 10% delle necessità di gas dell’Unione europea. E’ un impianto che serve a diversificare la dipendenza dalle forniture dalla Russia e dalla Africa del Nord, ma anche a ridimensionare le ambizioni della Turchia che ha mire sui giacimenti dell’area e che oggi lancia il Turkish Stream, un secondo gasdotto, dopo quello Transanatolico (Tanpa) inaugurato il 30 novembre, con il quale Ankara si propone come snodo energetico sempre più importante. Forse troppo.

A Las Vegas è in corso dal 7 al 10 gennaio il Ces, il più importante evento globale dedicato alla tecnologia di consumo. Quando è nata, nel 1967, la fiera che ha poi presentato al mondo il Cd, il Dvd e l’Xbox, erano futuribili i personal computer. Adesso è cosa già vista la tecnologia indossata e non sono più novità la casa connessa e l’auto elettrica e senza pilota. Ma per stupire comunque, per la prima volta all’ambito Last Gadget Standing, che verrà consegnato oggi, tra i finalisti è entrato, con buone probabilità di vittoria, il primo sex toy. Ovviamente iper tech e collegato allo smartphone.

E’ in programma la prima asta di titoli di Stato del 2020. Riguarda Bot annuali, secondo gli importi che saranno comunicati martedì 7 gennaio. Nel corso del 2019, secondo i dati provvisori del Mef, i conti pubblici hanno beneficiato di un risparmio di 800 milioni in termini di minori interessi sui titoli di Stato grazie in particolare al recupero dello spread registrato negli ultimi mesi dell’anno. Il risultato dovrebbe essere consolidato nel 2020, almeno all’inizio. Del resto il 10 gennaio 2019, un anno fa, in asta erano stati assegnati 7 miliardi di Bot annuali e il Tesoro pagava un rendimento dello 0,285%, mentre lo spread sui titoli decennali superava i 260 punti. Ora lo spread è circa 100 punti più basso e all’ultima asta di Btp annuali, a dicembre, il rendimento è stato negativo (meno 0,135%). Il vantaggio (per lo Stato) è evidente.

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2020/01/04/primi-titoli-stato-2020-venerdi-tornano-bot

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