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Si ritorna (lentamente) a scuola. Francoforte, via al Salone dell’Auto

Dal Piemonte (lunedì) fino alla Puglia (mercoledì 18) milioni di alunni rientrano nelle aule. L’Istat presenta lo studio sulla ricerca pubblica e privata degli ultimi due anni nel nostro Paese.

Hanno iniziato (giovedì 5) gli studenti della provincia autonoma di Bolzano, seguiti oggi da ragazze e ragazzi del Piemonte. Gli ultimi a tornare sui banchi saranno (mercoledì 18) gli studenti pugliesi. Anno scolastico con partenze diverse ma problemi comuni. Il principale e non nuovo è quello dei precari che chiedono una stabilizzazione. C’è poi il rischio che, con 20 mila docenti in uscita per Quota 100, si apra una falla sulle cattedre. Per non parlare del destino incerto attorno all’alternanza scuola/lavoro. Lorenzo Fioramonti, neoministro all’Istruzione ha già annunciato la richiesta di due miliardi da investire nel settore e lo sblocco del decreto Salvaprecari. Basterà? Quel che conta è prendere atto che milioni di alunni, centinaia di migliaia di maestre e professori, oltre 8 mila istituzioni tra scuole di vario grado, direzioni didattiche, istituti comprensivi sono un asset fondamentale del Paese.

Alcuni giornali ne avevano scritto già esattamente un anno fa, ma si era trattato di un falso allarme. O una notizia data troppo in anticipo. Adesso è ufficiale: nel giorno del suo compleanno (sono 54 candeline) Jack Ma lascia la guida di Alibaba, il colosso cinese ma quotato a New York dal giro d’affari vicino ai 40 miliardi di dollari e con un market cap di 400 miliardi. Il suo ideatore, grande ammiratore di Bill Gates, abbandona la prima linea del business esattamente come aveva fatto il fondatore di Microsoft, che si è dedicato ai progetti umanitari con la moglie Melinda. Anche l’imprenditore cinese ha lanciato una Fondazione che porta il suo nome, poi si è scoperto che è un membro del Partito Comunista. Sceglierà la filantropia o la politica?

Meno due. Perché dopo questa, a Mario Draghi resterà solo la riunione di fine ottobre, e la successiva conferenza stampa, prima di terminare il mandato alla guida della Banca centrale europea. Ma intanto, con una mossa non proprio garbata, nel giorno di Ferragosto il finlandese Olli Rehn si era preso la scena per rubare all’italiano la parola. Infatti, il presidente “falco” della Banca centrale di Finlandia ha prospettato una stagione con nuove misure di stimoli monetari, ha parlato di un Qe2 che potrebbe ammontare a 50 miliardi dopo che a fine 2018 era terminato il primo Qe. E ci sarebbero in programma anche nuovi tagli di tassi d’interesse. Insomma, Draghi non ha ancora lasciato il palazzo della Bce a Francoforte ma già Christine Lagarde è chiamata ad aprire importanti dossier.

Se la Locomotiva Germania è in recessione, il mondo dell’automobile (per causa ed effetto) qualcosa c’entra. E il Salone che parte oggi è lo specchio della situazione: l’edizione 2019 occuperà solo quattro degli otto padiglioni della Frankfurt Messe, una delle sedi fieristiche più grandi al mondo. Importanti anche le assenze, come i gruppi Fca, Psa (eccetto il marchio Opel), e il tridente Nissan-Renault-Mitsubishi. Terranno banco, invece, le anteprime mondiali dei modelli elettrici, da Porsche con la Taycan alla Honda e le city car che promette di essere la punta di diamante sul mercato europeo per il gruppo giapponese. Senza dimenticare la Volkswagen che alzerà il velo su ID. 3, un modello 100% elettrico. Però, guai a dare per completata la transizione: le vetture a benzina e diesel sono ancora al centro di investimenti per case come Audi o Mercedes. E le quote di mercato dicono chiaramente dove si orientano le scelte del pubblico.

Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2019/09/07/ritorna-lentamente-scuola-francoforte-via-salone-auto

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