Gli ordini all’industria e la fiducia dei consumatori, parola all’Istat
Il Fondo interbancario per la tutela dei depositi mercoledì avrà in primo piano la vicenda del bond Carige. Tra giovedì e venerdì arrivano i dati sul fatturato delle imprese e le aspettative future.
Si riunisce il consiglio d’amministrazione del Fondo interbancario di tutela dei depositi. In primo piano, sempre la vicenda Carige e il bond da 320 milioni che il Fitd ha sottoscritto per salvare l’istituto genovese. Improbabile ci siano i tempi per novità dal fronte Blackrock, secondo il presidente del Fitd, Salvatore Maccarone. Perciò: “Stiamo attendendo la proposta. Fosse per me chiederei il rimborso dei titoli, ma mi pare difficile possa accadere e, temo, la conversione sarà inevitabile”.
Dopo i crolli degli ultimi mesi 2018, gennaio aveva aperto il 2019 dell’industria italiana con un paio di dati positivi: un miglioramento congiunturale sia del fatturato sia degli ordini, saliti rispettivamente del 3,1% e dell’1,8% rispetto a dicembre, e un recupero della produzione pari all’1,9%, sempre rispetto a dicembre. Nel primo caso, il salto non era comunque bastato a ribaltare il trend trimestrale: fatturato giù dell’1,8% sulla media dei tre mesi precedenti, ordini in ribasso del 2,1%. Vedremo se i numeri di febbraio, in arrivo oggi, smentiranno il trend e confermeranno la sorpresa regalata mercoledì 10 insieme dal nuovo, inatteso aumento della produzione industriale (+0,8%).
E vedremo, soprattutto, quali sono le aspettative per i prossimi mesi. Come in Germania, anche in Italia il clima di fiducia rispetto al futuro è altalenante. Non nelle sue componenti più importanti, però: tra i consumatori e le imprese manifatturiere l’indebolimento è, da noi, una tendenza che dura da mesi. Tra i consumatori, marzo aveva fatto segnare un ulteriore calo, con l’indice Istat passato da 112,4 a 111,2. Tra le imprese, al miglioramento del clima tra le aziende dei servizi e delle costruzioni si era contrapposta la nuova flessione registrata nell’industria: il relativo indicatore era sceso da 101,6 a 100,8, segnando il terzo mese consecutivo di peggioramento sia delle attese sulla produzione sia dei giudizi sul livello degli ordini. Questa mattina il verdetto dell’istituto di statistica sull’andamento di aprile.
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